lunedì 12 maggio 2008

Catalogo dei piu importanti concimi chimici

I più importanti concimi chimici

1 I concimi AZOTATI
Nome: nitrato di calcio(concime nitrico);
titolo:15,5%;
aspetto: granulare;
solubilità: molto elevata;
proprietà chimiche: basico;
pregi agronomici: pronto effetto; è adatto quando l'asfissia e la temperatura fredda rendono inattivi i batteri nitrificanti;
diffetti:presenta un costo elevato per unità fertilizzante e inoltre è facilmente dilavabile.
Nome: nitrato di sodio (concime nitrico)
titolo:15 ,5% aspetto: granulare solubilità molto elevata; proprieta chimiche: fisiologicamente basico;
pregi agronomici: pronto effetto;
difetti: facilmente dilavabile;
Nome. amoniaca anidra (concime ammoniacale)
titolo:82% ;
aspetto: liquido;
solubilità: molto elevata;
proprietà chimiche: in soluzione acquosa è basica;
pregi agronomici: ha un altro titolo ed un basso costo;
difetti: la sua distribuzione è resa difficile per le speciali attrezzature richieste (botte pressurizzata).
Nome: solfato ammonico concime ammoniacale
titolo: 20- 21%;
aspetto: sale cristallino;
solubilità: molto elevata;
proprietà chimiche: fisiologicamente acido;
pregi agronomici: possiede un elevato contenuto in zolfo ed è poco dilavabile, perchè assorbente del terreno;
difetti: non è consigliabile nei terreni calcio carenti perchè è decalcificante. Nome: nitrato ammonico concime nitrico ammoniacale;
titolo: 26 -27 %è prodotto anche al 33%;
aspetto: granulare;
solubilita: molto elevata;
proprietà chimiche: acido in soluzione;
pregi agronomici: è il concime azotato piu pregiato perchè contiene metà azoto sotto forma nitrica e metà sotto forma ammoniacale.

CONCIMI COMPLESSI
I concimi complessi contengono due o tre elementi nutritivi vengono perciò chiamati, rispettivamente, concimi binari o ternari. Il titolo dei concimi complessi, per convenzione viene espresso indicando prima la % di N poi di P e infine di K ; ad esempio il ternario 11-22-16 contiene l'11% di N , il 22% di P ed il 16% di K.
I concimi complessi presentano, rispetto ai concimi semplici, i seguenti vantaggi:
1. minori costi di trasporto, di imbalaggio, di immagazzinamento e di distribuzione;
2. sono formulati appositamente e spesso hanno rapporti di formula adeguati a specifiche coltivazioni, rendendo più facile la concimazione;
3. il fosforo ed il potassio in essi contenuti presentano maggiore solubilità,
in relazione al legame con l'azoto, che ne favorisce la solubilità. Inoltre si manifesta, spesso, anche un'azione sinergica; ad esempio i sali di ammonio, combinati con concimi fosfatici, favoriscono l'assimilazione del fosforo;
4. La forma, sempre granulare, favorisce lo spandimento.

Nome: nitrato di potassio concime binario di N e K ;
titolo: 13% N, 00% P, 44% K;
aspetto: piccoli cristalli;
solubilità: debole/media;
proprietà chimiche: fisiologicamente neutro;
pregi agronomici: consigliato su tutte le piante potassofile;
difetti: indicato, generalmente, solo per alcune colture industriali o ortive per il particolare titolo e rapporto N/K ;

Nome: fosfato biammonico concime binario di N e P;
titolo: 18% N 46% P 00% K
aspetto: granuli cristallini;
solubilità: buona;
proprietà chimiche: fisiologicamente neutro, con reazione debolmente alcalina;
pregi agronomici: è un ottimo concime per il sinergismo azoto/fosforo è molto economico e non ha nessuna controindicazione. E' particolamente adatto alle concimazioni localizzate alla semina;
difetti: non si riconoscono difetti significativi.

AGRICOLTURA INTENSIVA

L'agricoltura intensiva, praticata in paesi avanzati (Canada, Stati Uniti, Australia, Europa occidentale), è un'agricoltura che prevede un forte impegno di capitali: si tende ad elevare il livello di produttività (t/ha, tonnellate per ettaro) attraverso l'utilizzo macchinari, pesticidi, fertilizzanti chimici e nell'ultimo periodo,varietà colturali geneticamente modificate (OGM).E' "un'agricoltura industrializzata", condotta e gestita in una prospettiva aziendale, tutta protesa alla commercializzazione di prodotti destinati a soddisfare i bisogni delle aree megalopolitane e delle grandi città. Per sostenere i ritmi della domanda (le aree urbane richiedono un costante "flusso in entrata" di prodotti agricoli) si cercano di forzare i ritmi della natura, modificando gli equilibri ecologici e facendo registrare alti valore di impatto ambientale. Lo sfruttamento intensivo comporta, inevitabilmente, maggiori rischi di degradazione del suolo (alterato nelle sue componenti per l'immissione continua di sostanze chimiche) e forte inquinamento delle acque interne (bacini lacustri, fiumi, falde freatiche) in cui, per la porosità del terreno, penetrano tali sostanze. Anche l'eutrofizzazione delle acque marine può essere considerata una conseguenza diretta di tali sistemi colturali.
Giordania, irrigazioni rotanti e colture nel deserto.
L'agricoltura intensiva è caratterizzata dalla monocultura in quanto la coltivazione di un'unica varietà vegetale comporta minore deversificazione dei trattamenti, delle modalità di produzione e, di conseguenza, un forte abbattimento dei costi. La specializzazione colturale rappresenta un pericolo per la biodiversità in quanto porta alla semplificazione delle varietà vegetali e alla fine di agroecosistemi (ecosistemi agricoli) tradizionali, di gran lunga più ricchi dal punto di vista biologico. In questo senso la salvaguardia dei paesaggi agrari storici si configura come salvaguardia della biodiversità.
Messico, area coltivata ad aloe. Per produrre cosmetici e pomate molti ettari di terreno fertile sono destinati ad una coltura funzionale alle industrie di Stati Uniti ed Europa Occidentale.
Gli alti costi in termini ambientali di una pressione agricola così forte gravano non solo sui singoli territori ma a lungo termine su tutto l'ecosistema planetario: tali considerazioni sono alla base di sistemi alternativi eco-compatibili.In Italia uno sfruttamento intensivo si registra soprattutto nella Pianura Padana. Nel Mezzogiorno, invece, la forte frammentazione dei terreni ad uso agricolo, la prevalenza di coltivazione a piante legnose (pero, melo, vite, olivo etc…) piuttosto che a seminativi (grano, ortaggi, etc..) e la natura collinare di molte aree ostacolano la diffusione di un'agricoltura industrializzata
Fonte: http://www.aiig.it

Il potassio nel terreno


Le riserve di potassio nel terreno sono costituite dai silicati (feldspati, miche, minerali argillosi).
Ulteriori apporti provvengono dalla composizione della sostanza organica, oltre che dai concimi. Il potassio dei silicati costituisce il 90-98% del potassio totale ed è poco disponibile per la nutrezione delle piante in quanto passa molto lentamente in soluzione. Le forme disponibili per la nutrizione delle piante cioè prontamente assimilabili, che costituiscono solo l'1-2% del potassio totale, sono:
1) il potassio solubile presente nella soluzione circolante del terreno
2) il potassio scambiabile cioè negli ioni K adsorbiti ai colloidi elettronegativi nel terreno per scambio cationico. Via via che la concentrazione di K solubile della soluzione circolante diminuisce, il potassio scambiale passa insoluzione. La frazione adsorbita viene sottratta al dilavamento rendendosi comunque disponibile per l'assorbimento radicale nel tempo.