lunedì 14 aprile 2008

Apporto di azoto nel terreno da parte delle leguminose

Tutti i cereali autunno-vernini sfruttano la fertilità residua dei terreni, traendo vantaggi dalla coltivazione delle colture miglioratrici e da rinnovo Queste, potendo risolvere gran parte delle esigenze nutrizionali del cereale, devono essere adeguatamente scelte e curate, integrando nel terreno la biomassa vegetale residua alla loro coltivazione. Le colture leguminose, arricchendo il terreno di azoto, sono le precessioni più indicate. Gli ammendanti organici tipo letame e compost derivati, è più conveniente distribuirli abbondantemente sulle precessioni colturali e lasciare che il cereale ne sfrutti l'effetto residuo. I concimi organici apportatori di azoto si distribuiscono prima della semina o in copertura, ad integrazione dell'azoto già presente nel terreno, se si stima che esso non possa soddisfare le esigenze nutrizionali della coltura. In pre-semina possono essere integrati concimi per l'apporto di fosforo e potassio, la cui carenza, soprattutto per il potassio, è meno frequente e può essere ben controllata con una buona fertilizzazione della precessione colturale e l'interramento dei residui vegetali. Altri aspetti importanti per la disponibilità di nutrimenti sono la consociazione del cereale con una leguminosa e le lavorazioni del terreno. La consociazione cereale-leguminosa può risolvere gran parte dei problemi nutrizionali durante l'intera coltivazione. E' importante che le due specie non competano. La leguminosa svolgerà al meglio la sua funzione di coltura miglioratrice, in particolare fissando l'azoto nel terreno, così disponibile per il cereale nelle differenti fasi del ciclo. Le lavorazioni del terreno influenzano la disponibilità di nutrimenti nel terreno. La riduzione dell'intensità e della profondità di lavorazione preserva la struttura e la fertilità lungo il profilo del terreno interessato dalle radici del cereale e favorisce i processi di trasformazione della sostanza organica.

Le precessioni colturali.
Il ruolo svolto dalle precessioni è complesso: devono costituire un terreno favorevole al cereale, ossia dotato di forza vecchia, disponibilità di azoto e di tutte le condizioni che facilitano l'assunzione di nutrimenti (assenza di infestanti, buona struttura, disponibilità di elementi, ecc.). I successivi interventi diretti di fertilizzazione, sempre molto onerosi (reperimento e costo dei fertilizzanti) ed aleatori (effetti), si semplificano notevolmente. Le specie leguminose, sia foraggere che da granella, e le sarchiate da rinnovo sono le colture che meglio precedono i cereali autunno-vernini.Molto interessante è come tali colture gestiscono la fertilità del terreno:- effetti residui della fertilizzazione organica: gli apporti abbondanti di ammendanti organici sulle colture da rinnovo hanno elevato effetto residuo sul cereale. Possono risolvere le esigenze in fosforo e potassio ed in particolare possono lasciare una disponibilità di azoto fino a 50-60 kg/ha;- effetti residui delle lavorazioni del terreno (aratura, sarchiatura): se ben fatte (tempestività dell'intervento, intensità di lavorazione, profondità di interramento dei fertilizzanti, ecc.) favoriscono la formazione di buona struttura, maggiore disponibilità idrica, temperature migliori, tutti fattori importanti per la disponibilità di elementi nutritivi nel terreno;- controllo della flora infestante: è causa di competizioni e, quindi, di sottrazione di parte della fertilità del terreno e di energia luminosa. Le colture sarchiate e le colture di copertura, in particolar modo le foraggere che subiscono più sfalci, esercitano un buon contenimento della flora infestante;- reintegrazione di fertilità nel terreno: l'interramento della biomassa vegetale (concimi verdi) restituisce al suolo elementi nutritivi e ne migliora le caratteristiche fisiche e biologiche;- effetti delle leguminose: oltre alle sopra citate funzioni, le specie leguminose svolgono altre importantissime funzioni che regolano la disponibilità di elementi nutritivi nel terreno. Prima fra tutte l'apporto ex novo nel terreno di notevoli quantità di azoto. Potenzialmente la rottura di un medicaio può assicurare al cereale che lo segue, un apporto di 100 kg/ha di azoto, mentre il sovescio di una leguminosa annuale può apportare 50-60 kg/ha di azoto.

I concimi verdi
L'interramento della biomassa vegetale restituisce al terreno fertilità utilizzabile dalle colture in rotazione. Quantità, qualità e modalità di interramento della biomassa influiscono sul contenuto e disponibilità nel terreno degli elementi nutritivi. Questa operazione può fornire buona parte degli elementi nutritivi necessari al cereale ed influenzare la disponibilità di azoto nel suolo. La biomassa di specie leguminose è utilissima ai cereali, e non solo, poichè particolarmente ricca di azoto (stretto rapporto C/N). I processi di degradazione che subisce non ne limitano la disponibilità nel terreno (i microrganismi trovano sui residui stessi l'azoto per il proprio metabolismo, evitando di assumere quello presente nel terreno e disponibile per le piante). Inoltre per le leguminose a ciclo autunno-primaverile, i residui possono essere interrati precocemente, consentendo più efficienti processi di umificazione. I benefici dei sovesci totali di leguminose sono nettamente superiori a quelli che derivano dall'interramento dei soli residui colturali, dopo la raccolta della granella. Infatti, con essa, si allontana dal terreno anche molto dell'azoto fissato. Anche i residui colturali di specie da rinnovo (pomodoro, patata, barbabietola, girasole) sono abbondanti e di buona qualità, e, pur contenendono meno azoto rispetto ai residui di leguminose, se ben gestiti (trinciatura) non causano problemi di immobilizzazione dell'azoto del terreno. I residui colturali con elevato rapporto C/N, invece, possono provocare pericolose condizioni di carenze di azoto nel terreno nelle prime fasi colturali. E' un problema che può verificarsi con i residui colturali del colza, spesso inserito come precessione al grano duro. I microrganismi non trovando azoto sufficiente sulla biomassa da degradare, assumono quello minerale presente nel terreno, sottraendolo alle piante. Questo problema può essere contenuto interrando i residui all'inizio dell'estate, lontano dall'epoca di semina del grano, creando così le condizioni per l'inizio dei processi di degradazione e contenendo, in questo modo, anche i processi di allontanamento dell'azoto dal terreno. Prima dell'interramento può essere conveniente trinciare i residui con una fonte di azoto organico, o integrarla nel terreno in pre-semina.

Il Compostaggio Domestico

Il compostaggio domestico è un metodo che, imitando il ciclo della natura (in maniera controllata e accelerata), permette di ottenere dalla decomposizione dei rifiuti un terriccio ottimo per il giardinaggio e per l'agricoltura.

Per fare un
buon compost
le regole di base sono:
1) la giusta miscelazione tra scarti umidi (quelli di cucina) e scarti secchi (quelli del giardino);

2) un'adeguata aerazione (i microrganismi vivono in presenza di ossigeno, e solo in questo modo ci si garantisce dall'assenza di cattivi odori);

3) un'adeguata percentuale di umidità (se è troppo bassa il processo di decomposizione si rallenta, se è troppo alta i rifiuti tendono a marcire, generando cattivi odori);
4)la scelta del luogo adatto (possibilmente sotto un albero, o comunque in un luogo non troppo assolato d'estate e non troppo ombreggiato d'inverno);

5) la preparazione del fondo, con del materiale legnoso, per garantire il drenaggio dell'umidità in eccesso;
Dopo alcuni mesi, il compost è pronto.
Un compost maturo si riconosce comunque dal colore scuro, dall'aspetto soffice e dal profumo gradevole di terriccio di bosco
(niente a che vedere con il cattivo odore dei rifiuti!).
A seconda del grado di maturazione gli usi possono essere diversi. In genere un compost maturo, quindi molto stabile, lo si ottiene dopo 8-10 mesi, ed è ottimo per vasi fioriti, risemine di prati, e anche per ospitare radici. Il compostaggio è dunque un'ottima pratica per l'ambiente: innanzitutto perché permette di ridurre le quantità di rifiuti organici conferiti in discarica, allungando la durata delle discariche (che attualmente, a causa di tutti i rifiuti che produciamo si esauriscono nell'arco di pochi anni), riducendo i cattivi odori e la formazione del percolato, una sostanza potenzialmente molto inquinante per la falda acquifera.
Inoltre consente di ricavare del terriccio naturale e "genuino", risparmiando anche sul costo del fertilizzante che altrimenti dovremmo acquistare per i nostri giardini.

Agricoltura preindustriale autosufficiente, con lavoro animale intensivo

Può essere identificata con l'agricoltura tradizionale in cui è quasi sempre presente l'allevamento di bestiame.questo tipo di agricoltura si identifica nell'azienda appoderata, a conduzione familiare, a bassa meccanizzazione, nella policoltura consociata o in rotazione, con destinazione aziendale e al marcato locale.

Esistono due tipi di agricoltura tradizionale:

-Aziende agricole policolturali a sola produzione vegetale: viene attuata la coltivazione di specie erbacee e arboree attraverso la consociazione, l'avvicendamento o la rotazione. L'autoconservazione consiste nel mantenimento della fertilità praticando sovesci, rotazioni, consociazioni ecc..

-Aziende agricole policolturali, con allevamento del bestiame:viene attuata la coltivazione di specie vegetali per lo più foraggere accompagnate dall'allevamento di animali (bovini, ovini o caprini, avicoli, conigli o suini). L'autoconservazione oltre dal sistema policolturale viene accresciuta dalla produzione di deiezioni animali.

Questo tipo di agricoltura dal punto di vista ecologico assicura:

-la protezione del suolo dall'erosione ed il mantenimento delle relazioni biologiche preda/predatore.

-la migliore utilizzazione delle caratteristiche ambientali (radiazione solare, elementi nutritivi e acqua).

-la chiusura dei cicli geochimici degli elementi nutritivi attraverso la restituzione della sostanaza organica(letame o sovescio).

-migliore controllo delle infestanti, dei fitofagi e delle fitopatie.

-migliore distribuzione dei lavori nell'annata agraria, evitando i momenti di punta.

La coltivazione consociata


La parola coltivazione consociata significa coltivare nello stesso appezzamento di terreno due o più specie, le diverse specie che vengono coltivate nel terreno devono condividere lo stesso habitat occupando nicchie ecologiche differenti. La consociazione comporta:



  • la competizione nutrizionale;


  • l'escrezione degli elementi minerali negativi attraverso l'apparato radicale;


  • l'emissione di sostanze allelopatiche;


  • un utilizzo maggiore di azoto fissato dalle piante azotofissatrici.

Gli scopi della coltivazione consociata sono:




  • ottenere maggiori produzioni nell'appezzamento di terreno;


  • un miglioramento qualitattivo del prodotto;


  • crea una proteione per le piante più deboli;


  • favorisce la fecondazione incrociata.

AVVICENDAMENTO E ROTAZIONE


L'avvicendamento non è altro che una sequenza libera di colture, anno dopomanno senza nessuna limitazione di scelta.


L'avvicendamento è indispensabile per evitare la “stanchezza” del terreno che indica condizioni negative di abitabilità per determinate specie. La stanchezza del terreno provoca:




  • la perdita eccesiva di sostanza organica;


  • l'impoverimento strutturale degl'elementi nutrittivi e la riduzione dei microelementi;


  • l'alterazione della truttura del terrno;


  • uno sviluppo eccessivo di parassiti, e sostanze tossiche escrete dall radici di alcuni vegettali.

Le piante, per poter crescere e fruttificare, hanno bisogno di determinati elementi: aria, luce, acqua, sali minerali e humus.Ogni pianta ha bisogno dei sali minerali, ma diversi da pianta a pianta; per esempio i cereali assorbono molto azoto e fosforo e poco potassio; le leguminose molto potassio e fosforo, ma poco azoto e così via.


ROTAZIONE


La rotazione è una sequenza rigida e programmata di colture che si ripetono negli anni.


Costituisce un importante elemento per mantenere e migliorare la fertilità dei suoli e quindi una risorsa per aumentarne il rendimento. Si parla di rotazione delle colture quando coltivazioni diverse si succedono in un ordine definito su un appezzamento di terreno, ripetendo la stessa coltivazione nel tempo in cicli regolari. Possono verificarsi rotazioni biennali, triennali, quadriennali e così via.


La rotazione ha diversi vantaggi:




  • contribuisce ad interrompere il ciclo vitale degli organismi nocivi legati ad una certa coltura;


  • grazie alla diversità dei sistemi radicali, avviene un miglioramento delle caratteristiche fisiche del suolo e in particolare della sua struttura, e quindi della nutrizione delle piante;


  • l'impiego delle leguminose consente l'aggiunta di azoto simbiotico al suolo; più in generale, la composizione dei diversi residui colturali contribuisce alla qualità dell'humus.