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giovedì 26 marzo 2009
La peronospora
E' un fungo ficomicete appartenente alla famiglia della Peronosporaceae; la Plasmopora viticola.
Sintomi
Le foglie sono colpite a partire da 5-6 cm quadrati di superficie. Inizialmente compaiono,sulla pagina superiore, delle chiazze traslucide simili a macchie d'olio. In seguito, in corrispondenza delle chiazze d'olio, sulla pagina inferiore della foglia compare uno strato muffoso grigio-biancastro. Sintomo finale è la necrosi dei tessuti fogliari, con successivo disseccamento.
La peronospora non provoca la morte delle piante colpite; si ha però un notevole calo nella quantità e qualità della produzione.
Processo d'infezione
Il fungo penetra attraverso gli stomi ed invade i tessuti interni della foglia. Il ciclo della peronospora è molto influenzato dal clima, sopratutto dall'umidità, essenziale per la sua germinazione.
Controllo con prodotti di copertura e sistemici
-Rameici
-Poltiglia bordolese
-Mancozeb
-Metiram
-Aoxistrobin
-ditiocarbammati
-diclofuanide
-folpet
-famoxadone
-tioftalimmidici
Sintomi
Le foglie sono colpite a partire da 5-6 cm quadrati di superficie. Inizialmente compaiono,sulla pagina superiore, delle chiazze traslucide simili a macchie d'olio. In seguito, in corrispondenza delle chiazze d'olio, sulla pagina inferiore della foglia compare uno strato muffoso grigio-biancastro. Sintomo finale è la necrosi dei tessuti fogliari, con successivo disseccamento.
La peronospora non provoca la morte delle piante colpite; si ha però un notevole calo nella quantità e qualità della produzione.
Processo d'infezione
Il fungo penetra attraverso gli stomi ed invade i tessuti interni della foglia. Il ciclo della peronospora è molto influenzato dal clima, sopratutto dall'umidità, essenziale per la sua germinazione.
Controllo con prodotti di copertura e sistemici
-Rameici
-Poltiglia bordolese
-Mancozeb
-Metiram
-Aoxistrobin
-ditiocarbammati
-diclofuanide
-folpet
-famoxadone
-tioftalimmidici
mercoledì 18 marzo 2009
Oidio
Viene anche detto "malbianco" o "nebbia". Si tratta di un fungo ascomicete, apparente alla famiglia delle Erysiphaceae: forma ascofora: Uncinulla necator.
forma conidiofora: Oidium Tuckeri.
Sintomi
Attacca sempre i tessuti giovani della pianta, mai quelli vecchi. Sulla pagina superiore della foglia compare una efflorescenza muffosa di aspetto ragnateloso di colore grigio-biancastro, che si evolve in polvere biancastra. Contro luce si vedono delle macchie decolorate, traslucide. La lamina fogliare si accartoccia verso l'alto assumendo la tipica conformazione "a coppa". Infine la foglia necrorotizza. Gli acini appaiono imbruniti con punteggiature nere e muffetta. Si hanno gravi riduzioni di sviluppo e produttività.
Processo d'infezione
L'oidio è un ectoparasitta rimane all'esterno dei tessuti della vite, sviluppa gli austori con i quali assorbe gli elementi nutritivi neccesari alla sua crescita.
Controllo
Metodi preventivi
La densità d'impianto ha influenza sullo sviluppo dei patogeni; le potature e la forma di allevamento possono facilitare l'aerazione rende più agevoli i trattamenti. Inoltre, una potatura equilibrata evita di creare le condizioni microclimatiche favorevoli al fungo, quali la mancanza di luce ed elevata umidità.
Prodotti antoicidi
-Zolfo
-Dinocap
-Quinoxifen
La lotta biologica utilizza un fungo antagonista dell'oidio, che viene somministrato in miscela con olio minerale.
forma conidiofora: Oidium Tuckeri.
Sintomi
Attacca sempre i tessuti giovani della pianta, mai quelli vecchi. Sulla pagina superiore della foglia compare una efflorescenza muffosa di aspetto ragnateloso di colore grigio-biancastro, che si evolve in polvere biancastra. Contro luce si vedono delle macchie decolorate, traslucide. La lamina fogliare si accartoccia verso l'alto assumendo la tipica conformazione "a coppa". Infine la foglia necrorotizza. Gli acini appaiono imbruniti con punteggiature nere e muffetta. Si hanno gravi riduzioni di sviluppo e produttività.
Processo d'infezione
L'oidio è un ectoparasitta rimane all'esterno dei tessuti della vite, sviluppa gli austori con i quali assorbe gli elementi nutritivi neccesari alla sua crescita.
Controllo
Metodi preventivi
La densità d'impianto ha influenza sullo sviluppo dei patogeni; le potature e la forma di allevamento possono facilitare l'aerazione rende più agevoli i trattamenti. Inoltre, una potatura equilibrata evita di creare le condizioni microclimatiche favorevoli al fungo, quali la mancanza di luce ed elevata umidità.
Prodotti antoicidi
-Zolfo
-Dinocap
-Quinoxifen
La lotta biologica utilizza un fungo antagonista dell'oidio, che viene somministrato in miscela con olio minerale.
lunedì 2 marzo 2009
Accartocciamento Fogliare
L'accartocciamento fogliare è una delle più importanti virosi della vite, è determinato dal virus floematici tubuliformi chiamati Closterovirus.
Il virus dell'accartocciamento fogliare viene trasmesso tramite l'utilizzo di materiale di propagazione infetto negli impianti viticoli.
In natura, invece, viene trasmesso da vettori quali coccidi (Pulvinaria vitis Linnaeus ) e Pseudococcidi.
Sintomi
I primi sintomi esterni dell'accartocciamento fogliare sono visibili all'inizio dell'estate; Col procedere della stagione si intensificano fino a raggiungere la massima espressione in autunno.
Grappoli:maturano in ritardo e in modo non uniforme, inoltre sono meno numerosi e hanno bacche più piccole con ridotto tenore zuccherino.
Lotta
Viene effetuata prevalentemente tramite pratiche preventive:
- produzione e uso di materiale di propagazione "sano" certificato.
-mantenimento in sanità di vivai mediante trattamenti insetticida mirati contro i vettori della malattia.
Il virus dell'accartocciamento fogliare viene trasmesso tramite l'utilizzo di materiale di propagazione infetto negli impianti viticoli.
In natura, invece, viene trasmesso da vettori quali coccidi (Pulvinaria vitis Linnaeus ) e Pseudococcidi.
Sintomi
I primi sintomi esterni dell'accartocciamento fogliare sono visibili all'inizio dell'estate; Col procedere della stagione si intensificano fino a raggiungere la massima espressione in autunno.
Grappoli:maturano in ritardo e in modo non uniforme, inoltre sono meno numerosi e hanno bacche più piccole con ridotto tenore zuccherino.
Lotta
Viene effetuata prevalentemente tramite pratiche preventive:
- produzione e uso di materiale di propagazione "sano" certificato.
-mantenimento in sanità di vivai mediante trattamenti insetticida mirati contro i vettori della malattia.
Cicalina bufalo
(Stictophala bisonia Koppe e Yonk)
Il nome di questo insetto(che è un rincote membracide) è dovuto aala sua vaga somiglianza ad un bufalo; visto lateralmente,infatti,presenta una carena(simile ad una gobbia) molto accentuata.
Visto dall'alto,invece,assume una forma tendenzialmente triangolare.
L'adulto è lungo circa 10 mm,ed è di colore verde con qualche imbrunimento.
Compie una sola generazione all'anno.
Durante la deposizione delle uova (6 uova per volta) con l'ovopositore,la femina provoca delle piccole lesioni longitutinali sui tralci che limitano lo scorimento della linfa e il normale sviluppo della vegetazione.Queste punture provocano la formazione di strozzature anulari sui tralci.
Al di sopra di queste strozzature il tralcio non si sviluppa regolarmente,ma si presenta indebolito,con foglie arrossate od ingiallite e con i margini ripiegati verso il basso.
E' consigliabile eliminare i rami che durante la potatura presentano i segni della deposizione delle uova.
Il nome di questo insetto(che è un rincote membracide) è dovuto aala sua vaga somiglianza ad un bufalo; visto lateralmente,infatti,presenta una carena(simile ad una gobbia) molto accentuata.
Visto dall'alto,invece,assume una forma tendenzialmente triangolare.
L'adulto è lungo circa 10 mm,ed è di colore verde con qualche imbrunimento.
Compie una sola generazione all'anno.
Durante la deposizione delle uova (6 uova per volta) con l'ovopositore,la femina provoca delle piccole lesioni longitutinali sui tralci che limitano lo scorimento della linfa e il normale sviluppo della vegetazione.Queste punture provocano la formazione di strozzature anulari sui tralci.
Al di sopra di queste strozzature il tralcio non si sviluppa regolarmente,ma si presenta indebolito,con foglie arrossate od ingiallite e con i margini ripiegati verso il basso.
E' consigliabile eliminare i rami che durante la potatura presentano i segni della deposizione delle uova.
venerdì 13 febbraio 2009
TIGNOLA
Eupoecila ambiguella
E un lepidottero apparentemente alla famiglia dei Tortricidi, Larve lunghe circa 12 mm di colore rosa- bruno, lenta nei movimenti. L'adulto ha un' apertura alare di circa 10-15 mm.
Danni
Le larve compiono danni sui bottoni fiorali erodendoli e sugli acini nei quali penetrano svuotandoli e portandoli a marcire.
Ciclo
Gli adulti sfarffalano ad aprile-maggio. depongono le uova sulle infiorescenze. Le larve che ne nascono diventano adulte a fine giugno-inizio luglio. Depongono le uova sugli acini.
Lotta
Regolatori di crescita inibitori di crescita Lotta biologica
Viene anche detto "malbianco" o "nebbia"
Si tratta di un fungo ascomicete, appartenente alla famiglia delle Erysiphaceae:
Forma ascofora; Uncinulla necator.
Forma conidiofora; Oidium Tuckeri.
Sintomi
Attacca sempre i tessuti giovani della pianta, mai quelli vecchi. Sulla pagina superiore delle foglie compare una efflorescenza muffosa di aspetto ragnateloso di colore grigio-biancastro, che si evolve in polvere biancastra. Contro luce si vedono delle macchie decolorate, traslucide,"chiazze d'olio"tipiche della peronospora. La lamina fogliare si accartoccia verso l'alto assumendo la tipica conformazione "a coppa". Infine la foglia necrotizza. Gli acini appaiono imbruniti con punteggiature nere e muffetta. Si hanno però gravi riduzioni di sviluppo e produttività.
Processo d'infezione
L'oidio è un ectoparassita rimane all'esterno sviluppa gli austori con i quali assorbe gli elementi nutritivi necessari al suo sviluppo.
Controllo
Metodi preventivi
La densità d'impianto ha influenza sullo sviluppo dei patogeni; le potature e la forma di allevamento possono facilitare l'aerazione rendere più agevoli i trattamenti. Inoltre, una potatura equilibrata evita di creare le condizioni microclimatiche favorevoli al fungo, quali la mancanza di luce ed elevata umidità.
Prodotti antioidici
-Zolfo
-Dinocap
-Quinoxifen
Lotta biologica fungo antagonista del'oidio, somministrato in miscela con olio minerale.
E un lepidottero apparentemente alla famiglia dei Tortricidi, Larve lunghe circa 12 mm di colore rosa- bruno, lenta nei movimenti. L'adulto ha un' apertura alare di circa 10-15 mm.
Danni
Le larve compiono danni sui bottoni fiorali erodendoli e sugli acini nei quali penetrano svuotandoli e portandoli a marcire.
Ciclo
Gli adulti sfarffalano ad aprile-maggio. depongono le uova sulle infiorescenze. Le larve che ne nascono diventano adulte a fine giugno-inizio luglio. Depongono le uova sugli acini.
Lotta
Regolatori di crescita inibitori di crescita Lotta biologica
Viene anche detto "malbianco" o "nebbia"
Si tratta di un fungo ascomicete, appartenente alla famiglia delle Erysiphaceae:
Forma ascofora; Uncinulla necator.
Forma conidiofora; Oidium Tuckeri.
Sintomi
Attacca sempre i tessuti giovani della pianta, mai quelli vecchi. Sulla pagina superiore delle foglie compare una efflorescenza muffosa di aspetto ragnateloso di colore grigio-biancastro, che si evolve in polvere biancastra. Contro luce si vedono delle macchie decolorate, traslucide,"chiazze d'olio"tipiche della peronospora. La lamina fogliare si accartoccia verso l'alto assumendo la tipica conformazione "a coppa". Infine la foglia necrotizza. Gli acini appaiono imbruniti con punteggiature nere e muffetta. Si hanno però gravi riduzioni di sviluppo e produttività.
Processo d'infezione
L'oidio è un ectoparassita rimane all'esterno sviluppa gli austori con i quali assorbe gli elementi nutritivi necessari al suo sviluppo.
Controllo
Metodi preventivi
La densità d'impianto ha influenza sullo sviluppo dei patogeni; le potature e la forma di allevamento possono facilitare l'aerazione rendere più agevoli i trattamenti. Inoltre, una potatura equilibrata evita di creare le condizioni microclimatiche favorevoli al fungo, quali la mancanza di luce ed elevata umidità.
Prodotti antioidici
-Zolfo
-Dinocap
-Quinoxifen
Lotta biologica fungo antagonista del'oidio, somministrato in miscela con olio minerale.
venerdì 16 gennaio 2009
Interventi con mezzi chimici
La lotta con mezzi chimici consiste nell'utilizzo di sostanze attive (un tempo definite principi attivi) inorganiche, organiche, naturali oppure di sintesi in grado di: -proteggere i vegetali o i prodoti vegetali da tutti gli organismi nocivi (insetticidi, acaricidi, fungicidi, ecc.) ;
-Favorire o regolare i processi vitali (fitoregolatori) ;
-Conservare i prodotti vegetali (fisiofarmaci) ;
-Eliminare le piante indesiderate (erbicidi) .
La legislazione in merito ai prodotti fitosanitari ha subito,nel tempo, una continua ed articolata evoluzione. Le principali normative progressivamente succedutesi sono:
- La legge n° 283 del 30 aprile 1962
- Il D. P. R. n° 1255 del 3 agosto 1968
- Il D. P. R. n° 128 del 13 marzo 1986
- Il D. P. R . n° 223 del 24 maggio 1988
- Il D. M. n° 217 del 25 gennaio 1991
- Il D.lgs. n° 194 del 17 marzo 1995
- Il D. P. R. 6 ottobre 1998 n° 392
- La Circolare 15 aprile 1999 n° 7
- Il D. P. R. 23 aprile 2001 n° 290
-Favorire o regolare i processi vitali (fitoregolatori) ;
-Conservare i prodotti vegetali (fisiofarmaci) ;
-Eliminare le piante indesiderate (erbicidi) .
La legislazione in merito ai prodotti fitosanitari ha subito,nel tempo, una continua ed articolata evoluzione. Le principali normative progressivamente succedutesi sono:
- La legge n° 283 del 30 aprile 1962
- Il D. P. R. n° 1255 del 3 agosto 1968
- Il D. P. R. n° 128 del 13 marzo 1986
- Il D. P. R . n° 223 del 24 maggio 1988
- Il D. M. n° 217 del 25 gennaio 1991
- Il D.lgs. n° 194 del 17 marzo 1995
- Il D. P. R. 6 ottobre 1998 n° 392
- La Circolare 15 aprile 1999 n° 7
- Il D. P. R. 23 aprile 2001 n° 290
lunedì 15 dicembre 2008
Tecniche di uso dei regolatori dello sviluppo
Questi nuovi insetticidi "regolatori dello sviluppo" (Grow Regulator - G. R.) sono molto selettivi e svolgono la loro azione su due particolari metamolismi, caratteristici dello sviluppo degli insetti: la muta e la metamorfosi.
Questi due metabolismi sono regolati da due ormoni: l'ecdisone e la neotenina.
Il primo presiede alla muta permettendo il distacco dalla vecchia cuticola e di conseguenza
l'acrescimento lineare dell'insetto, modificandone la struttura.
Il secondo, chiamato ormone della giovinezza, mantiene l'insetto allo stadio giovanile, facendolo accrescere in volume e mantenendo inalterale le strutture.
Allo stato attuale della ricerca e della sperimentazione i composti a base di ecdisone ( soprattutto i fitoecdisoni isolati da alcuni vegetali, e che hanno evidenziato interessanti azioni sterilizzanti ed inibenti sul metamolismo di alcuni insetti) sono di difficile applicazione perchè non agiscono per contatto (non superano la barriera cuticolare) e pochi sono attivi per ingestione.
I composti a base di ormoni giovanili (neotenina e/o suoi derivati) hanno maggior successo perchè si sono rivelati attivi nei confronti delle larve, delle crisalidi, delle uova, degli embrioni ed infine sterilizzano le femmine che depongono uova poco fertili o completamente sterili, interferendo anche nella diapausa.
Attualmente i regolatori dello sviluppo utilizzati in agricoltura si possono raggruppare in due categorie:
1 regolatori dello sviluppo chitino - inibitori
(siglati C. S.I.) che agiscono sul rinnovamento della cuticola interagendo nella sintesi della chitina, negli stadi giovanili di alcuni insetti, interferendo sul metabolismo dell'ecdisone e quindi bloccando le mute; tra queste sostanze ricordiamo il Diflubenzuron, il Teflubenzuron, il Lufenuron, il Flufenoxuron (agisce anche su acari) , il Trifumuron, il Buprofezin (attivo su Rincoti ed alcuni Acari) ed il Cyromazine (attivo su Ditteri minatori di organi vegetali).
In questo gruppo di prodotti potrebbero essere annoverati anche alcune sostanze attive ad azioni acaricida che agiscono come chitino inibitori e inibitori della crescita, come l'Esitiazox ed il Clofentezine. Queste sostanze, inibendo la biosintesi della chitina, o interferendo nel deposito della stessa,impediscono il rinnovamento della vacchia coticola;inoltre dimostrano anche azione ovicida ed,in alcuni casi,azione sterilizzanti nei confronto delle femmine (Lepidotteri ),delle Psille e di alcuni altri Rincoti (eterometaboli).
2 regolatori di sviluppo o di crescita
che simulano l'azione di sostanze secrete dagli insetti,quali la neotenina; questi prodotti, che simulano l'azione dell'ormone della giovinezza vengono chiamati juvenoidi (J.H.A.).Fra questi ricordiamo il Fenoxycarb (sostanza attualmente non ammessa in Italia per il suo impato ambientale e la dubbia selettività) che agisce simulando l'azione della neotinina;quando lo stadio di un insetto è prossimo alla maturità (larva di ultima età) , la concentrazione di ormone giovanile decresce per consentire la metaforfosi; il Fenoxycarb agisce in questo momento mantenendo artificialmente elevato il tasso di neotenina bloccando la metamorfosi e provocando la morte dell'insetto; la stessa azione viene esplicata nei confronti delleuova impedendo l'embriogenesi.Il Fenoxycarb agisce anche a livello degli adulti alterandone la fertilità e la regolarità dello sviluppo. Altri Juvenoidi, non registrati in Italia, ma sperimemtati ed utillizzati in altri paesi contro alcuni insetti , sono:il Methoprene (su Ditteri e Coleotteri), il Kinoprene ( contro Rincoti Omotteri) e l'Hydroprene (contro Blattodei, Coleotteri ed Omotteri).
3 Composti acceleratori della muta ( MAC),
da alcuni anni è registrato in Italia una sostanza attiva chiamata TEBUFENOZIDE, è una sostanza inclusa tra i composti acceleratori della muta (MAC). E il capostipide dei MAC, sostanze che inducono mute premature simulando l'azione dell'ecdisone con risultati mortali per le larve.
Il Tebufenozide ha evidenziato una buona attività sperimentale contro le larve di alcuni Lepidotteri. L'azione biologica di Tebufenozide si esplica simulando le profonde modificazione morfo-fisiologiche indotte dall'ecdisone, quindi scatenando una muta anticipata in un momento in cui l'insetto non è "pronto". Il prodotto agisce per ingestione e solo sugli stadi larvali rd è selettivo nei confronti di insetti utili ed acari predatori. E in fase di registrazione un altro prodotto MAC,si tratta del Metossifenozide, sostanza con caratteristiche analoghe al Tebufenozide.
Tratto dal libro di testo "Ecologia Applicata" (Ferrari, Marcon, Menta - ed. Edagricole)
lunedì 24 novembre 2008
Tecniche di uso dei feromoni
Il secreto di queste ghiandole consente, all' insetto che lo produce, di segnalare la sua presenza a insetti della stessa specie: i feromoni sono pertanto da considerarsi come messageri chimici tra insetti cospefici nell' ambiente.
In alcuni casi i feromoni possono diventare involontari messaggeri interspecifici, come ad esempio succede per alcuni entomofagi che possono capore il feromone ( anche sessuale) della loro vittima e servirsene per localizzarla (in questa casistica il feromone diventa utile solo per l' entomofago).
L' impiego di queste sostanze è ormai consolidato nella lotta guidata contro i fitofagi; vengono utilizzati feromoni di tipo sessuale e quelli di tipo aggregante/disperdente.
La possibilita di ottenere, per sintesi, i feromoni ha certamente determinato lo sviluppo di questa tecnologia che è praticata, con discreto successo, nella difesa dei magazzini, nel controllo e nel monitoragio della popolazione fitofaghe dei frutteti, delle coulture ortive ed industriali, dei vivai e degli ambienti forestali.
I feromoni utilizzati nella pratica fitoiatrica sono in genere quelli di tipo sessuale, cioè quelli emessi dalle femmine vergini di una determinata specie (prevalentemente lepidotteri) per attirare i maschi cospefici e favorire l'accoppiamento, riducendio i tempi di incontro fra i sessi e velocizzando il ciclo riproduttivo.
Nell'utilizzo dei suddetti feromoni sono stati individuati due obbietivi oppsti:
attrazioni e cattura, per effettuare catture massali o di monitoraggio dei fitofagi (maschi) in apposite trappole sessuali;
disorientamento o confusione sessuale, per annullare o ridure la possibilità di avvicinamento riprodutivo fra maschi e femmine.
lunedì 10 novembre 2008
Fitoiatria: mezzi e metodologie di lotta
1. Profilassi: l'intervento è programmato preventivamente allo scopo di impedire o di ridurre l'instaurarsi del processo infettivo, oppure di impedire o ridurre l'eventuale infestazione parassitaria sull'ospite vegetale.
2. Terapia: l'intervento viene effetuato successivamente all'insorgere della malattia o dell'infestazione, in questo caso il significato che assume l'intervento è di cura della malattia o di riduzione della presenza parassitaria.
I mezzi utilizzati in fitoiatria per il controllo delle malattie sono molteplici ma tutti riconducibili ai seguenti concetti fondamentali:
- mezzi la cui azione è mirata e diretta nei confronti nel patogeno o comunque della causa della malattia, sono i più diffusi ( es. lotta, chimica, quasi sempre di tipo terapeutico, lotta biologica);
- mezzi che intervengono sull'ambiente per renderlo più idoneo alla coltivazione e sempre meno ai patogeni parassiti (es. pratiche colturali di tipo preventivo);
-mezzi che tendono ad aumentare la capacità intrinseche di resistenza del vegetale alle malattie o agli attacchi dei parassiti (es. miglioramento genetico - preventivo).
Tutti i mezzi di lotta possono essere compresi nel concetto di lotta integrata , che oggi è la massima espresione della fitoiatria, essa è intesa come l' unione di tutti i mezzi di lotta, compatibili con le esigenze ecologiche, che integrandosi a vicenda ottengono la massima copertura con il minore danno ambientale. I principali mezzi di intervento utilizzabili in fitoiatria sono i seguenti :
- - interventi agronomici
- - interventi con mezzi fisici e meccanici
- - interventi con mezzi legislativi
- - interventi con mezzi biologici
- - interventi con mezzi biotecnologici
- - interventi con mezzi chimici.
lunedì 29 settembre 2008
INTERVENTI DI TIPO AGRONOMICO
Le cure di tipo agronomico hanno lo scopo fondamentale di creare le migliori condizioni di vita per la coltivazione in otto, cercando contemporaneamente di avversare i patogeni parassiti. Sostanzialmente si tratta di normali pratiche colturali che vengono effetuatte nei momenti più opportuni seguendo lo sviluppo fenologico delle piante e tenendo presente il ciclo biologico dei ppatogeni parassiti. Il grande balzo tecnologoco che ha fatto la tecnica colturale ha certamente messo a disposizione attrezzature che migliorano l'efficenza tradizionali pratiche che tuttavia, nei concetti fondamentali, rimangono attuali. Gli interventi di tipo agronomico sono un 'attenta scelta colturale, gli avvicendamenti ben distribuiti, la scelta di seme selezionato, la concimazione con letame maturo, le concimazioni chimiche adeguate, le pratiche di lavorazione quali le sarchiature e le irrigazioni, le sistemazioni idrauliche degli appezzamenti, le potature dei fruttiferi e in genere ogni pratica colturale che possa favorire lo sviluppo della coltivazione. Gli interventi agronomi non avendo una struttura metodologica organica sono considerati, pratica fitopatologica, come interventi coadiuvanti le altre pratiche di difesa. L'analisi di alcini interventi, riportata nell' elenco seguente, senza voler essere esaustivi dell' argomento, evidenzia la grande potenzialità difensiva nascosta nella corretta pratica colturale. -La scelta di seme selezionato riduce la possibilità di seminare semi infestati ad esempio carriosidi di frumento esenti da agenti delle carie oppure il seme dell' erba medica esente da cuscuta. -L' epoca di semina anticipata o posticipata oppure la scelta di varietà precoci o tardive permette di sfuggire o infestazioni per lo sfasamento delle fasi fenologiche con il ciclo biologico del patogeno parassita ad esempio la scelta di varietà precoci di Drupacee permette di ridure l' attacco delle tignole e della mosca della frutta. -Le sistemazioni idraulicho - agrarie e le lavorazioni fatte opportunatamente riducono l' insorgenza di marciumi radicali, perchè favoriscono lo smaltimento delle acque in eccesso. -Le rotazioni che comportano la mancanza di una specie per un certo periodo di tempo riducono la presenza dei parassiti specifici ad esempio è una buona norma non far succedere a se stessa la bietola per evitare la diffusione della cercospora, dei nematodi ed altri. -Le potature, se ben fatte, sono una pratica di difesa diretta, eliminando parti infette o degradate, o indiretta, perchè facendo assumere forme adatte permettono adeguate insolazioni e arieggiamenti. Le stesse se eseguite male divengono importanti vie di inoculo di agenti patogeni, ad esempio le carie .
lunedì 22 settembre 2008
LA FITOIATRIA
La fitoiatria è una scienza che studia il modo di curare le piante e tutti i metodi e mezzi di prevenzione e di lotta contro i patogeni per prevenire la perdita di prodotto.
Gli agenti patogeni sono:
batteri, funghi, insetti.
Nella diffusione della malattia si può avere l'Endemia o l'Epidemia.
Nell'Endemia l' agente che provoca la malattia, ha una diffusione sporadica e la manifestazione non assume qualitivamente e quantitativamente importanza per la produzione. L' Epidemia si ha quando la malattia è cosi diffusa che tende alla distruzione di una popolazione di un' intera specie.
Alla fitoiatria interessa quindi l' Epidemia. Nelle epidemia si distinguono due aspetti: qualitativo ( il tipo di danno che si puo avere) e quantitativo la frequenza della malattia in percentuale. L'aggresività di un patogeno può aumentare o diminuire , il patogeno può diventare piu aggresivo perchè seleziona ceppi più resistenti ai fitofarmaci in uso in quel momento.L'ambiente ai fini dell'infezione deve essere idoneo al patogeno.
Integrazione e pianificazione Interventi Agronomici: lavorazioni del terreno, potatura, concimazione, irrigazione. Fisici: eliminazione dei residui infetti, protezione delle ferite, protezione dalle avversità meteoriche. Chimici: utilizzo di principi attivi mirati contro il patogeno. Biologici: utilizzo di bioinsetticidi (bacillus thuringiensis), lancio di predatori e parassitoidi, conservazione della fauna utile.
Gli agenti patogeni sono:
batteri, funghi, insetti.
Nella diffusione della malattia si può avere l'Endemia o l'Epidemia.
Nell'Endemia l' agente che provoca la malattia, ha una diffusione sporadica e la manifestazione non assume qualitivamente e quantitativamente importanza per la produzione. L' Epidemia si ha quando la malattia è cosi diffusa che tende alla distruzione di una popolazione di un' intera specie.
Alla fitoiatria interessa quindi l' Epidemia. Nelle epidemia si distinguono due aspetti: qualitativo ( il tipo di danno che si puo avere) e quantitativo la frequenza della malattia in percentuale. L'aggresività di un patogeno può aumentare o diminuire , il patogeno può diventare piu aggresivo perchè seleziona ceppi più resistenti ai fitofarmaci in uso in quel momento.L'ambiente ai fini dell'infezione deve essere idoneo al patogeno.
Integrazione e pianificazione Interventi Agronomici: lavorazioni del terreno, potatura, concimazione, irrigazione. Fisici: eliminazione dei residui infetti, protezione delle ferite, protezione dalle avversità meteoriche. Chimici: utilizzo di principi attivi mirati contro il patogeno. Biologici: utilizzo di bioinsetticidi (bacillus thuringiensis), lancio di predatori e parassitoidi, conservazione della fauna utile.
lunedì 12 maggio 2008
I più importanti concimi chimici
1 I concimi AZOTATI
Nome: nitrato di calcio(concime nitrico);
titolo:15,5%;
aspetto: granulare;
solubilità: molto elevata;
proprietà chimiche: basico;
pregi agronomici: pronto effetto; è adatto quando l'asfissia e la temperatura fredda rendono inattivi i batteri nitrificanti;
diffetti:presenta un costo elevato per unità fertilizzante e inoltre è facilmente dilavabile.
Nome: nitrato di sodio (concime nitrico)
titolo:15 ,5% aspetto: granulare solubilità molto elevata; proprieta chimiche: fisiologicamente basico;
pregi agronomici: pronto effetto;
difetti: facilmente dilavabile;
Nome. amoniaca anidra (concime ammoniacale)
titolo:82% ;
aspetto: liquido;
solubilità: molto elevata;
proprietà chimiche: in soluzione acquosa è basica;
pregi agronomici: ha un altro titolo ed un basso costo;
difetti: la sua distribuzione è resa difficile per le speciali attrezzature richieste (botte pressurizzata).
Nome: solfato ammonico concime ammoniacale
titolo: 20- 21%;
aspetto: sale cristallino;
solubilità: molto elevata;
proprietà chimiche: fisiologicamente acido;
pregi agronomici: possiede un elevato contenuto in zolfo ed è poco dilavabile, perchè assorbente del terreno;
difetti: non è consigliabile nei terreni calcio carenti perchè è decalcificante. Nome: nitrato ammonico concime nitrico ammoniacale;
titolo: 26 -27 %è prodotto anche al 33%;
aspetto: granulare;
solubilita: molto elevata;
proprietà chimiche: acido in soluzione;
pregi agronomici: è il concime azotato piu pregiato perchè contiene metà azoto sotto forma nitrica e metà sotto forma ammoniacale.
CONCIMI COMPLESSI
I concimi complessi contengono due o tre elementi nutritivi vengono perciò chiamati, rispettivamente, concimi binari o ternari. Il titolo dei concimi complessi, per convenzione viene espresso indicando prima la % di N poi di P e infine di K ; ad esempio il ternario 11-22-16 contiene l'11% di N , il 22% di P ed il 16% di K.
I concimi complessi presentano, rispetto ai concimi semplici, i seguenti vantaggi:
1. minori costi di trasporto, di imbalaggio, di immagazzinamento e di distribuzione;
2. sono formulati appositamente e spesso hanno rapporti di formula adeguati a specifiche coltivazioni, rendendo più facile la concimazione;
3. il fosforo ed il potassio in essi contenuti presentano maggiore solubilità,
in relazione al legame con l'azoto, che ne favorisce la solubilità. Inoltre si manifesta, spesso, anche un'azione sinergica; ad esempio i sali di ammonio, combinati con concimi fosfatici, favoriscono l'assimilazione del fosforo;
4. La forma, sempre granulare, favorisce lo spandimento.
Nome: nitrato di potassio concime binario di N e K ;
titolo: 13% N, 00% P, 44% K;
aspetto: piccoli cristalli;
solubilità: debole/media;
proprietà chimiche: fisiologicamente neutro;
pregi agronomici: consigliato su tutte le piante potassofile;
difetti: indicato, generalmente, solo per alcune colture industriali o ortive per il particolare titolo e rapporto N/K ;
Nome: fosfato biammonico concime binario di N e P;
titolo: 18% N 46% P 00% K
aspetto: granuli cristallini;
solubilità: buona;
proprietà chimiche: fisiologicamente neutro, con reazione debolmente alcalina;
pregi agronomici: è un ottimo concime per il sinergismo azoto/fosforo è molto economico e non ha nessuna controindicazione. E' particolamente adatto alle concimazioni localizzate alla semina;
difetti: non si riconoscono difetti significativi.
Nome: nitrato di calcio(concime nitrico);
titolo:15,5%;
aspetto: granulare;
solubilità: molto elevata;
proprietà chimiche: basico;
pregi agronomici: pronto effetto; è adatto quando l'asfissia e la temperatura fredda rendono inattivi i batteri nitrificanti;
diffetti:presenta un costo elevato per unità fertilizzante e inoltre è facilmente dilavabile.
Nome: nitrato di sodio (concime nitrico)
titolo:15 ,5% aspetto: granulare solubilità molto elevata; proprieta chimiche: fisiologicamente basico;
pregi agronomici: pronto effetto;
difetti: facilmente dilavabile;
Nome. amoniaca anidra (concime ammoniacale)
titolo:82% ;
aspetto: liquido;
solubilità: molto elevata;
proprietà chimiche: in soluzione acquosa è basica;
pregi agronomici: ha un altro titolo ed un basso costo;
difetti: la sua distribuzione è resa difficile per le speciali attrezzature richieste (botte pressurizzata).
Nome: solfato ammonico concime ammoniacale
titolo: 20- 21%;
aspetto: sale cristallino;
solubilità: molto elevata;
proprietà chimiche: fisiologicamente acido;
pregi agronomici: possiede un elevato contenuto in zolfo ed è poco dilavabile, perchè assorbente del terreno;
difetti: non è consigliabile nei terreni calcio carenti perchè è decalcificante. Nome: nitrato ammonico concime nitrico ammoniacale;
titolo: 26 -27 %è prodotto anche al 33%;
aspetto: granulare;
solubilita: molto elevata;
proprietà chimiche: acido in soluzione;
pregi agronomici: è il concime azotato piu pregiato perchè contiene metà azoto sotto forma nitrica e metà sotto forma ammoniacale.
CONCIMI COMPLESSI
I concimi complessi contengono due o tre elementi nutritivi vengono perciò chiamati, rispettivamente, concimi binari o ternari. Il titolo dei concimi complessi, per convenzione viene espresso indicando prima la % di N poi di P e infine di K ; ad esempio il ternario 11-22-16 contiene l'11% di N , il 22% di P ed il 16% di K.
I concimi complessi presentano, rispetto ai concimi semplici, i seguenti vantaggi:
1. minori costi di trasporto, di imbalaggio, di immagazzinamento e di distribuzione;
2. sono formulati appositamente e spesso hanno rapporti di formula adeguati a specifiche coltivazioni, rendendo più facile la concimazione;
3. il fosforo ed il potassio in essi contenuti presentano maggiore solubilità,
in relazione al legame con l'azoto, che ne favorisce la solubilità. Inoltre si manifesta, spesso, anche un'azione sinergica; ad esempio i sali di ammonio, combinati con concimi fosfatici, favoriscono l'assimilazione del fosforo;
4. La forma, sempre granulare, favorisce lo spandimento.
Nome: nitrato di potassio concime binario di N e K ;
titolo: 13% N, 00% P, 44% K;
aspetto: piccoli cristalli;
solubilità: debole/media;
proprietà chimiche: fisiologicamente neutro;
pregi agronomici: consigliato su tutte le piante potassofile;
difetti: indicato, generalmente, solo per alcune colture industriali o ortive per il particolare titolo e rapporto N/K ;
Nome: fosfato biammonico concime binario di N e P;
titolo: 18% N 46% P 00% K
aspetto: granuli cristallini;
solubilità: buona;
proprietà chimiche: fisiologicamente neutro, con reazione debolmente alcalina;
pregi agronomici: è un ottimo concime per il sinergismo azoto/fosforo è molto economico e non ha nessuna controindicazione. E' particolamente adatto alle concimazioni localizzate alla semina;
difetti: non si riconoscono difetti significativi.
lunedì 5 maggio 2008
Cenni sulle caratteristiche dei concimi chimici
I concimi chimici sono tutte quelle sostanze di origine minerali o di sintesi che per la loro composizione apportano sostanze nutrizionali; essi si distinguono in:
1. concimi semplici quando contengono un solo elemento nutriente, ad esempio solo azoto o solo potassio ;
2. concimi complessi quando contengono due o più elementi nutrienti, ad esempio un concime ternario con azoto, fosforo e potassio.
L'analisi di un concime chimico prende in esame i seguenti aspetti.
1. titolo del concime: il titolo del concime esprime il contenuto di elemento nutritivo per ogni 100 kg di concime tal quale. Per convenzione universale gli elementi nutritivi contenuti nei concimi vengono valutati, per conoscere il titolo del concime, nel seguente modo:
- azoto: come azoto atomico (N);
- fosforo: come anidride fosforica;
- potassio: come ossido di potassio.
2. Forma chimica: esprime la formula chimica della composizione del concime; è un elemento molto importanteper stabilire la velocità di effetto concimante.
3. Granulometria: esprime l'uniformitàdelle particelle di concime; ha molta importanza per l'omogeneità della distribuzione.
4. Solubilità; esprime la capacità del concime di solubizzarsi in acqua o in soluzioni debolmente acide;le piante non sono in grado di assorbire sali che non siano sciolti in acqua.
5. Reazione esprime il comportamento della molecola di concime quando entra in soluzione. I concimi possono essere acidi o basici, a seconda della forza del radicale acido /basico in soluzione.
lunedì 21 aprile 2008
L'azoto nella pianta
L'azoto è il principale elemento fertilizante che condiziona la crescita dei vegetali, esso entra, infatti nella composizione delle proteine, degli enzimi, degli acidi nucleici, della clorofilla e di altre molecole organiche, inoltre, stimola l'attività vegetativa della piante.
L'azoto è assorbito dalla pianta prevalentemente come nitrato, ma anche come ione ammonio.
La carenza di azoto provoca l'ingiallimento delle foglie per mancanza di clorofilla e accrescimento stentato della pianta. L'eccessivo apporto di azoto determina uno sviluppo rigoglioso dell'apparato fogliare, una ritardata fruttificazione e una minore resistenza meccanica dei tessuti che stentano a lignificare, con possibile allettamento soprattutto nei cereali. Questo stato, inoltre, rende la pianta meno resistente agli attacchi dei parassiti (funghi e insetti) e al gelo. Un eccessivo assorbimento di azoto da parte delle piante, infine, può comportare fenomeni di accumulo di nitrati nei tessuti vegetali con conseguenti problemi di tossicità per gli animali che si nutrono di foraggi e per l'uomo.
Per vedere un video (commentato in italiano) fai click sul link qui sotto:
lunedì 14 aprile 2008
Il Compostaggio Domestico
Per fare un buon compost le regole di base sono:
1) la giusta miscelazione tra scarti umidi (quelli di cucina) e scarti secchi (quelli del giardino);
2) un'adeguata aerazione (i microrganismi vivono in presenza di ossigeno, e solo in questo modo ci si garantisce dall'assenza di cattivi odori);
3) un'adeguata percentuale di umidità (se è troppo bassa il processo di decomposizione si rallenta, se è troppo alta i rifiuti tendono a marcire, generando cattivi odori);
4)la scelta del luogo adatto (possibilmente sotto un albero, o comunque in un luogo non troppo assolato d'estate e non troppo ombreggiato d'inverno);
5) la preparazione del fondo, con del materiale legnoso, per garantire il drenaggio dell'umidità in eccesso;
Dopo alcuni mesi, il compost è pronto.
Un compost maturo si riconosce comunque dal colore scuro, dall'aspetto soffice e dal profumo gradevole di terriccio di bosco (niente a che vedere con il cattivo odore dei rifiuti!).
A seconda del grado di maturazione gli usi possono essere diversi. In genere un compost maturo, quindi molto stabile, lo si ottiene dopo 8-10 mesi, ed è ottimo per vasi fioriti, risemine di prati, e anche per ospitare radici. Il compostaggio è dunque un'ottima pratica per l'ambiente: innanzitutto perché permette di ridurre le quantità di rifiuti organici conferiti in discarica, allungando la durata delle discariche (che attualmente, a causa di tutti i rifiuti che produciamo si esauriscono nell'arco di pochi anni), riducendo i cattivi odori e la formazione del percolato, una sostanza potenzialmente molto inquinante per la falda acquifera.
Inoltre consente di ricavare del terriccio naturale e "genuino", risparmiando anche sul costo del fertilizzante che altrimenti dovremmo acquistare per i nostri giardini.
lunedì 7 aprile 2008
Il letame
Quando si parla di letame si riferisce, in genere, a quello bovino. Il letame è ricco di azoto (N), che si degrada molto lentamente, e l' effetto concimante dura piu anni. Il letame è considerato il fertilizante per eccelenza perchè consente di mantenere un adeguata fertilità del terreno. Ci sono due tipi letame:
1) letame essicato composto da almeno il 3% di azoto (N), può contenere lettiera e deve essere indicato il tipo di animaleche lo ha prodotto;
2) Il letame è quello che non ha le caratteristiche indicate dalla legge e può essere utilizzato come ammendante per migliorare le caratteristiche fisiche del terreno.
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